GODS OF MOLENBEEK

di Reetta Huhtanen, Francia/Finlandia/Spagna 2019, 73’

Il quartiere di Molenbeek, a Bruxelles, è stato dipinto dalla stampa come un covo di jihadisti. Ma per Aatos e Amine è semplicemente casa. Vialetti e parchi familiari dove i bambini ascoltano i discorsi degli insetti, volano su tappeti, si muovono spensierati in questa età piena di domande e di perché. Ma sullo sfondo della loro infanzia colorata incombe come un’ombra sinistra una realtà brutale, che esplode il giorno in cui i terroristi fanno detonare una bomba nella zona. Il primo lungometraggio di Reetta Huhtanen adotta il punto di vista ignaro dei bambini, per cui anche in un mondo gettato nel caos dal terrorismo, immaginare il volto di un Dio è solo uno dei tanti slanci dell’immaginazione. Un gioco che non fa paura.

Guarda il trailer

 

Documentario disponibile online da martedì 17 alle ore 21:00 a giovedì 19 novembre alle ore 24:00 su festivalscope.com/

Accesso limitato a 400 posti virtuali

È sufficiente collegarsi alla piattaforma e cliccare su Registrati per creare il tuo account

GUARDA IL FILM

 

Diretta Facebook: giovedì 19 novembre, ore 21

con Souad Maddahi (A.M.M.I), Roberto Mazzola (Università del Piemonte Orientale) e Wisam Zreg (Università di Torino)

“Pluralismo religioso, educazione e coesione sociale. Le sfide per l’Europa”

Il crescente pluralismo religioso legato ai flussi migratori, la domanda di sacro delle società post-secolari ricercata al di fuori dei tradizionali percorsi di fede; l’indebolirsi della linea di confine fra la dimensione religiosa e quella etnico-culturale; gli episodi di violenza legati alla dimensione religiosa, sono una serie di fattori che stanno mettendo sotto stress i sistemi politico-istituzionali di diversi paesi europei interrogandoli sui propri presupposti costituzionali. In particolare è il principio di laicità e il ruolo riconosciuto alle religioni nella dimensione pubblica ad essere ripensato.
Un fenomeno ambivalente che se da un lato porta a riscoprire il fattore religioso come elemento identitario collettivo di una nazione e come mezzo di governo, dall’altra da tempo si è sviluppato un processo esattamente contrario, teso ad espellere dalla dimensione pubblica qualunque forma di ingerenza del religioso.
La domanda di fondo è chiedersi se esista o non una via di mezzo espressione di una concezione matura di laicità che eviti le logiche oltranziste espresse dalle posizioni appena descritte. E qualora tale soluzione esistesse è auspicabile che venga seguita consentendo al fenomeno religioso organizzato di ricoprire un ruolo nella gestione delle politiche della complessità?

GUARDA LA DIRETTA  

SCARICA LE INFO SUL DIBATTITO